Casa Shalom

La nostra Storia

SHALOM, è una parola ebraica che significa "pace". Ed è proprio in questa prospettiva che è nata l'idea di una Casa Alloggio per malati di Aids: offrire l'opportunità di riconciliarsi con se stessi, con la propria corporeità e con la malattia, fino ad accettarsi come persone che hanno un problema "in più" e che devono ritrovare significati nuovi per l'esistenza.

A livello sociale "Shalom" diventa anche l'occasione per far conoscere all'opinione pubblica la realtà di questa situazione in ordine alla prevenzione e all'accoglienza e quindi come momento di servizio sul territorio per la formazione di individui e/o gruppi sui temi del disagio e della riconciliazione. Il progetto operativo offrirà agli ospiti la possibilità di vivere in stile di “libertà responsabile", consentendo una privacy coniugata a momenti comunitari che permettano il confronto e lo scambio all'interno e all'esterno della comunità stessa.

La scintilla che fa incendiare le attese e i desideri di molte persone di buona volontà che già lavoravano nel campo del disagio sociale scocca nel momento in cui un ospite della comunità terapeutica (non il primo!) lancia un appello che lascia il segno: “…non lasciateci morire in fondo ad un corridoio di ospedale come dei cani rognosi!”, a cui si aggiunge la preghiera di un altro: “…grazie alla vostra vicinanza adesso riesco a leggermi dentro (a causa del virus era diventato cieco) e soprattutto sono riuscito a fare la “pace” con me stesso!”.

Dopo queste stimolazioni non si può rimanere con le mani in mano.

Anno 1996: il sogno di Casa Shalom nasce quando la diocesi di Novara e l’Istituto di Sostentamento del Clero, ognuno per la sua parte, cedono in comodato d’uso gli edifici e l’area circostante (costituenti il patrimonio della chiesa parrocchiale di Ponzana) alla Associazione “Comunità Villa Segù-onlus” allo scopo di insediarvi una casa-alloggio per malati di Aids che sarà denominata “Casa Shalom”.

Viene affidato allo studio dell’arch. Pio Occhetta l’incarico di stendere un progetto di ristrutturazione dell’immobile.

Anno 1997: il progetto presentato al Comune di Casalino nel giugno dell’ anno in corso , viene successivamente aggiornato per adeguamenti alle norme del piano regolatore. L’importo complessivo dei lavori, d’altra parte, è tale da non consentire un intervento globale, ma impone la suddivisione delle opere in lotti.

Anno 1998: nella deliberazione del Consiglio Comunale del febbraio dello stesso anno si definisce l’immobile come privo di valore storico e ambientale e pertanto cadono i vincoli restrittivi che avevano condizionato l’inizio lavori.

Anno 1999: l’intervento di ristrutturazione e cambio d’uso viene autorizzato con concessione edilizia e pertanto si iniziano i lavori.

Anno 2002: il 6 aprile la Casa-alloggio è funzionale e viene inaugurata alla presenza di molte autorità Provinciali e comunali. Mons. Renato Corti, vescovo della diocesi di Novara, da sempre attento ai problemi degli “ultimi”, la benedice e la affida alla Associazione che accoglierà i primi ospiti qualche settimana più tardi.

 

 

 
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